ALTRO CHE ALTA VELOCITA': RIDATECI IL TRENINO!

 

Mercoledì trenta dicembre, a partire dalle ore 15:30, alcune decine di appartenenti al comitato “Full Monty, Lavoro e Mobilità” del progetto politico denominato Possibile, danno vita ad una mobilitazione lampo itinerante per chiedere la riapertura della storica ferrovia Genova-Casella.

La strada ferrata in questione – il cui progetto originale, purtroppo rimasto incompiuto, avrebbe dovuto collegare la Liguria interna con l’Emilia, attraverso l’allacciamento alla ormai defunta linea Piacenza-Bettola – è ferma dal novembre del 2013, a causa di alcune frane che ne hanno inibito la continuità di esercizio, dopo l’ennesima alluvione che ha colpito il capoluogo ligure ed il suo entroterra.

Da qualche tempo, sul tragitto si sta operando per rimettere in funzione la tratta – attualmente gestita in concessione dalla genovese Azienda Mobilità e Trasporti – ma i lavori vanno a rilento, ed in più occasioni gli amministratori pubblici ne hanno paventato la possibile chiusura definitiva.

Le comunità che affollano i paesi collegati da questa bellissima ferrovia a scartamento ridotto – San Pantaleo, Sant’Antonino, Capuccio, Poggino, Trensasco, Campi, Pino, Torrazza, Sardorella, Vallombrosa, Vicomorasso, Sant’Olcese, Busalletta, Molinetti, Niusci, Crocetta d’Orero, e Casella – hanno bisogno di questo collegamento con il capoluogo ligure.

Attualmente sono costrette a fare giri assurdi per raggiungere Genova: questo comporta un aggravio in termini di percorrenza, con annesso ovvio peggioramento della qualità della vita dei pendolari che affollano le carrozze del trenino.

 

Genova, 1° gennaio 2016

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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